PER ANTICHI SENTIERI

con Nina e Martinella

Pubblicata il: 13/07/2023

Le fiumare calabre sono corsi d’acqua a carattere torrentizio che disegnano il suggestivo paesaggio calabrese, nascono dai rilievi montuosi e sfociano nei mari cristallini.  Le loro vallate sono luoghi di vita per piante, animali ed esseri umani e, nonostante siano terreni difficili, sono fertili e adatti alle attività agricole. Vi rimangono gli antichi mulini ad acqua come muti testimoni di tanta laboriosità.

Insieme ai nostri amici dell’azienda agricola Fiumara Ruffa viviamo una giornata alla scoperta di una di queste fiumare e di come vi si svolgeva un tempo la vita del contadino.

Guide d’eccellenza sono Nina e Martinella, due asinelle, che da fedeli e testarde compagne di vita e di lavoro dei contadini, conoscono più di chiunque altro gli antichi sentieri e i segreti di queste profonde vallate.

Siamo sulla costa tirrenica, qui le fiumare sono in genere più brevi e le vallate più profonde. Discendendo una delle rive ammiriamo le tante varietà di ortaggi di cui la Calabria è ricca e che sono tra gli alimenti principali della sana Dieta Mediterranea, patrimonio immateriale dell’UNESCO, e vediamo animali di razze antiche tra i quali spicca la capra aspromontana a quattro corna, a rischio d’estinzione. Scopriamo le specie della flora autoctona in cui emerge per importanza la rarissima woodwardia radicans, custodita come una gemma nei posti più ombrosi, e le tante specie commestibili, spesso utilizzate nella cucina tradizionale calabrese.

Dopo aver visitato il vecchio mulino, restaurato ad arte e reso di nuovo funzionante, è arrivata l’ora della colazione. Proprio come un tempo faceva il contadino che iniziava i lavori all’alba e a metà mattinata aveva giustamente bisogno di caricarsi di energia. Gustiamo eccellenti salumi e formaggi e ci incamminiamo per arrivare al luogo di incontro con le donne del paese che ci attendono per munirci di grembiule e cucinare i piatti tradizionali della cucina contadina calabrese.

Ed eccoci a fare i fileja, maccheroni realizzati a mano con l‘ausilio dello stelo essiccato della graminacea Ampelodesmos mauritanicus, a sistemare i fagioli nella pignata, la tipica pentola di ceramica, per farli cuocere lentamente vicino al fuoco perchè insieme al sugo di pomodoro diventino il delizioso e cremoso condimento della pasta; impariamo a fare la pastella per le frittelle di zucchine con i loro fiori e “conziamo” la tavola arricchendola con profumato pane cotto nel forno a legna, olive, soppressate, capicolli, formaggio pecorino e caprino, vino locale ed altre prelibatezze prodotte dall’azienda.

Alla tavola calabrese il cibo deve essere abbondante perché la generosità è considerata un’importante virtù. Alla tavola calabrese il cibo deve essere genuino e stagionale perché si sa che solo così fa bene alla salute e deve essere saporito perché le materie prime lo sono e perché sono anche cucinate con cura e amore. Infine bisogna preferibilmente essere in tanti per condividere la gioia dei sapori e di questi intensi momenti di convivialità.

Grazie a Nina e Martinella abbiamo goduto della bellezza della fiumara e appreso quanto lavoro si svolgeva nella sua vallata, quanti saperi si tramandavano e che ora non vanno dimenticati, abbiamo capito che la vita dei nostri contadini era, ed è ancora, scandita dal ritmo della natura e delle stagioni.

Nina e Martinella oggi ci hanno guidato in un viaggio indimenticabile in cui ci siamo sentiti un tutt’uno con loro e con l’ambiente, ma ci aspettano per una nuova avventura: quella di guidarci nella fiumara alla magica luce del tramonto, pernottare in tenda, fare la ricotta e il formaggio al risveglio, come un tempo, e gustarli mentre il sole sorge ed illumina il cielo, in un crescendo, di luce sfavillante. 

Foto R.Gangemi

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Scritto da: Rosanna Gangemi

Nata in Svezia, sin da piccola vive in Calabria e da sempre ama raccontare e far scoprire l’Italia.

Ama scoprire luoghi nuovi, e poi farli vivere anche agli altri.

 

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