LA GIORNATA DEL PANE A ZUNGRI

Pubblicata il: 26/05/2023

Eccola Franca ad accoglierci con il suo calore e con il suo abbraccio che poi ci ha avvolto per tutto il giorno.

Lei offre un’esperienza vera perché vero è il suo amore per il rito del pane e per tutte le tradizioni che meritano di essere salvaguardate e tramandate, e vero è il suo amore per l’ospite.

Ci troviamo immersi in uno splendido scenario rurale rimasto intatto, dove nel rigoglioso verde si vedono vecchi utensili e attrezzi agricoli, stupendi fasci di grano, caminetto e forno a legna accesi, mentre dai soffitti e dai pergolati pendono cipolle, teste d’aglio locale, zucche, insaccati e altre meraviglie. Qui ci racconta, con una scintilla che le brilla nei suoi occhi scuri e con il suo dialetto parlato con fierezza, dei grani antichi tra i quali troneggia Senatore Cappelli, Rosia e Iermanu e del lievito madre che ha ben ottant’anni.

Ci insegna ad impastare nella madia con il giusto vigore e la dovuta tenerezza ed a formare le tipiche pagnotte come quelle d’un tempo. Messo tutto a lievitare ci aspetta un ricco aperitivo calabrese a base di pane, eccellenti prodotti caserecci, dalle olive alla salsiccia, la “carne salata”, la ‘Nduja, Cipolla Rossa di Tropea IGP, confettura di peperoncino e tanto altro.

Ci incamminiamo quindi per visitare l’insediamento rupestre “degli Sbariati”, che conserva umili dimore, resti di palmenti ed altre attività produttive, ricavate nella roccia e in cui si viveva e si lavorava nel Medioevo. Le origini di questo sito sono ancora avvolte nel mistero ma molti studiosi le fanno risalire al VIII secolo e all’epoca in cui la presenza dei monaci Basiliani era importante e diffusa in Calabria e lasciò alla regione una grande eredità culturale.

Di ritorno da Franca e le altre straordinarie donne dell’Associazione Asfalantea (che significa ginestra sulla roccia), prepariamo la grande tavolata e gustiamo a suriaca (fagioli)cotta per ore nella pignata di terracotta al camino, come un tempo, la frittata fatta con uova fresche e dolci cipolle, saporite patate novelle e altre specialità, il tutto accompagnato da un ottimo vino locale.

Per rispettare la tradizione si chiude ballando la tarantella, si ride, si canta e ci si saluta infine da amici, ma con un nodo in gola perché è veramente difficile lasciare Franca e questo luogo incantato.

Foto di R. Gangemi

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Scritto da: Rosanna Gangemi

Nata in Svezia, sin da piccola vive in Calabria e da sempre ama raccontare e far scoprire l’Italia.

Ama scoprire luoghi nuovi, e poi farli vivere anche agli altri.

 

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